Figisc: i distributori di carburanti non sono contrari alla moneta elettronica, ma chiedono l'esonero dalla riscossione delle accise per conto dello stato

Figisc: i distributori di carburanti non sono contrari alla moneta elettronica, ma chiedono l'esonero dalla riscossione delle accise per conto dello stato

Di recente Figisc-Confcommercio, unitamente alle altre sigle che rappresentano i gestori di distributori di carburanti Faib e Fegica,  sono nuovamente scese in campo  per precisare la posizione delle associazioni sulla questione della moneta elettronica.

Le Federazioni, con una nota urgente recapitata al Governo, hanno infatti evidenziato che rispetto alla “preparazione di documenti parlamentari in relazione a schemi legislativi di recepimento delle Direttive UE, che propongono, in sintesi, l’esenzione della categoria dall’obbligo di legge volto all’accettazione della cosiddetta “moneta elettronica””, le federazioni, pur apprezzando le intenzioni di una tale ipotesi e volendo confermare quanto a più riprese esposto, intendono nuovamente chiarire che la categoria non ha richiesto alcuna esenzione dall’applicazione della norma. Al contrario, le associazioni ritengono che sarebbe un gravissimo ed immotivato errore sacrificare l’esito di un provvedimento essenziale prima di tutto sul piano dell’ordine pubblico, della sicurezza sociale e della incolumità fisica di una categoria di lavoratori pesantemente esposta a rapine, violenze e omicidi, e poi sul piano del contrasto all’infedeltà fiscale e più in generale al fenomeno dell’illegalità nel settore.

Chiarito dunque che le federazioni condividono gli “obiettivi dagli evidenti connotati tipici dell’interesse collettivo prevalente, ai quali i gestori aderiscono con convinzione e senza alcuna riserva”, le tre associazioni hanno sottolineato che “quel che, invece, la categoria chiede da tempo e  con forza è che gli oneri associati al perseguimento di tali obiettivi di interesse generale, attualmente tutti ingiustamente gravanti direttamente sui gestori, siano depurati almeno della consistente parte connessa al peso dell’accisa sul prezzo dei carburanti che pure i medesimi gestori, sempre nell’interesse generale, incassano per conto dello Stato, sotto la loro responsabilità, a proprio rischio e pericolo.” I presidenti delle associazioni hanno quindi rinnovato “rispettosamente a Governo e Parlamento la ferma richiesta che la soluzione alla questione posta sia oggetto di una misura equa, adeguatamente inserita nell’emananda Legge di Bilancio 201