Imposta di soggiorno e accordo con Airbnb: "No a convenzioni che privilegiano le strutture iscritte al portale"

26/11/2018

“Come dichiarato nel corso dell’incontro sull’imposta di soggiorno, avuto con l’Amministrazione il 5 novembre scorso, da parte nostra non esiste alcuna preclusione in merito ad un eventuale accordo tra il Comune di Mantova e la piattaforma Airbnb – dichiarano Gianluca Bianchi, presidente di Federalberghi Confcommercio Mantova e Teresa Bustaffa, alla guida dell’Associazione B&B – anzi, se tale collaborazione permetterà l’emersione del sommerso turistico e il contrasto dell’’evasione dell’imposta di soggiorno, non possiamo che essere d’accordo.

Ma c’è una condizione per noi imprescindibile ed inderogabile: l’accordo non dovrà prevedere alcun trattamento di favore, né economico né di qualsiasi altro genere, nei confronti delle strutture iscritte alla piattaforma, anche al fine di non introdurre turbative sul mercato.

Le strutture iscritte al noto portale devono infatti essere sottoposte agli stessi obblighi, disposizioni, e modalità di rendicontazione che devono osservare le altre strutture ricettive. In molte città italiane, infatti, le Amministrazioni comunali hanno siglato o stanno chiudendo convenzioni con Airbnb confidando in un aumento di gettito nelle casse comunali dato che il portale riscuoterà direttamente dai suoi iscritti il tributo. In molti casi, però, questa collaborazione prevede che Airbnb, in fase di rendicontazione, semplicemente comunichi e liquidi l’imposta al Comune, senza dichiarare, per ciascun host, i dati identificativi del titolare (nome cognome e codice fiscale) e dell’alloggio (indirizzo civico e interno) e quindi per ciascuno di essi il numero di soggetti paganti. Questo non deve accadere a Mantova. Esistono ragioni di equità, sicurezza e fiscali che impongono che l’accordo richiami espressamente le disposizioni di legge che regolano la materia (in primis il decreto legge n. 50 del 2017) e che Airbnb  sia sottoposto agli stessi obblighi degli altri soggetti passivi dell’imposta, come per tutte le altre strutture ricettive, che sono chiamate ad una rendicontazione puntuale dei loro incassi. Una rendicontazione completa da parte di Airbnb è necessaria per il Comune per conoscere tutti gli host, per le Forze dell’ordine per verificare l’obbligo di denuncia degli alloggiati e per la Guardia di Finanza per effettuare gli opportuni controlli in materia fiscale.

Che ci sia qualcosa di non proprio conforme lo dimostra il fatto che lo stesso portale ha di recente accettato i rilievi mossi dalla Commissione europea sul tema della scarsa trasparenza, che molti accordi stiano saltando o siano in fase di revisione e che città di tutto il mondo, come New York, si rifiutino di stringere qualsiasi tipo di collaborazione con il portale. Tra le varie richieste avanzate al Comune per una migliore e più equa applicazione dell’imposta di soggiorno abbiamo  chiesto di poter visionare, anticipatamente prima dell’eventuale sottoscrizione, l’ipotesi di accordo con Airbnb”.
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